Carciofo violetto di Castellammare – Etichetta narrante

La Varietà

Il carciofo violetto di Castellammare è un ecotipo della varietà romanesco. La sue caratteristiche sono il colore rosa, con sfumature viola, e la tenerezza, apprezzabile specialmente se si gusta crudo. Tradizionalmente si arrostisce allo spiedo, su braci a carbone, e si condisce con olio extravergine di oliva, aglio e prezzemolo.

Il Territorio

Le aziende e i terreni si trovano nei comuni di Castellammare di Stabia (frazione di Schito), Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Pompei, in provincia di Napoli. Il terreno è di origine vulcanica, ricco di minerali, e le temperature sono mitigate dalla vicinanza del mare.

La Coltivazione

Il carciofo violetto di Castellammare si coltiva in pieno campo e le carciofaie si mantengono sullo stesso appezzamento per non più di 7 anni. Prima del trapianto dei carducci (i germogli prelevati alla base delle piante di carciofo adulte e provvisti di una porzione radicale), il terreno si lavora con un’aratura e si fertilizza con sostanze organiche. Le erbe infestanti si estirpano a mano, si pratica l’irrigazione a goccia o a pioggia e non si usano prodotti chimici di sintesi per il controllo di malattie e parassiti. Il carciofo violetto di Castellammare cresce coperto da coppette di terracotta (chiamate pignatte o pignatelle), realizzate a mano da artigiani locali, che lo proteggono dai raggi del sole. Questa tecnica consente all’ortaggio di diventare tenero e di colore chiaro.

La raccolta e la trasformazione

La raccolta è manuale e scalare: si svolge dalle ultime settimane di febbraio alla fine di aprile. I carciofi si consumano freschi oppure sott’olio extravergine di oliva.