Coronavirus: lavori in agricoltura? Ecco come ottenere i 600 euro

L’emergenza Covid-19 ha portato molti settori produttivi allo stop. Per aiutare i lavoratori il Governo ha previsto una indennità di 600 euro al mese, valida anche per i lavoratori agricoli (ma non per gli agronomi)

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

 
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Come fare per ottenere l’indennità di 600 euro al mese
Fonte foto: Matteo Giusti – Agronotizie

Lo stop deciso dal Governo alle attività economiche non essenziali ha risparmiato il settore agricolo e la filiera agroalimentare. Come già ricordato nel decreto del presidente del Consiglio dell’11 marzo scorso e poi in quello del 22, tutto il comparto agroalimentare è considerato strategico per il paese e quindi deve continuare ad operare. Sono garantite anche tutte le attività a supporto di tale filiera.

È indubbio tuttavia che molte aziende agricole e operatori del settore risentiranno del generale stato di crisi. La quasi totalità delle aziende florovivaistiche ad esempio ha merce invenduta in serra. Tantissime stalle non riescono a smaltire la produzione di latte e molti agricoltori lasciano marcire i prodotti in campo per mancanza di manodopera o per problemi alla filiera, magari di natura logistica.

Per cercare di sostenere gli agricoltori in difficoltà il Governo Conte ha previsto, con un decreto chiamato Cura Italia, una indennità di solidarietà da 600 euro netti, non cumulabile (se ad esempio si fanno più lavori) e non assegnabile ai pensionati. Ad erogarla sarà l’Inps previa la richiesta del diretto interessato che deve essere sottoposta tramite il sito web dell’istituto. Prima di vedere come fare domanda capiamo quali sono i requisiti per accedere al bonus.
 

Chi può avere l’indennità di solidarietà

In una apposita comunicazione (messaggio n. 1288 del 20 marzo 2020) l’Inps comunica che a poter accedere al bonus sono:

  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Questi soggetti non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.
  • Operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali che nel 2019 abbiano lavorato almeno cinquanta giornate (nel settore agricolo, ovviamente) come dipendenti e non siano titolari di alcun trattamento pensionistico.
  • liberi professionisti con regolare partita Iva attiva al 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Ad oggi i liberi professionisti, come gli agronomi, che versano i contributi ad una cassa previdenziale di settore (come l’Epap) non hanno diritto al bonus di 600 euro. Per loro è stato istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza il cui accesso, tuttavia, deve ancora essere normato e che comunque sarà riservato solo a quei professionisti che nel 2019 hanno dichiarato un reddito non superiore ai 10mila euro.

Oltre a quanto citato va ricordato che il Governo ha chiesto che del bonus ne facciano richiesta solo i lavoratori che abbiano realmente risentito dei contraccolpi dell’emergenza coronavirus, questo per evitare di sottrarre risorse a chi ne ha bisogno. Vengono invece esclusi dal bonus i percettori di reddito di cittadinanza.
 

Come fare richiesta all’Inps

I soggetti sopra indicati possono dunque fare richiesta all’Inps per ottenere l’indennità di solidarietà di 600 euro prevista per il mese di marzo (ma il presidente Giuseppe Conte ha già annunciato che ci sarà anche ad aprile).

Per farlo bisogna collegarsi al sito dell’Inps. Al momento della scrittura di questo articolo l’Istituto di previdenza nazionale non ha ancora approntato la procedura online per fare richiesta del bonus. Si tratta infatti di uno sforzo organizzativo non indifferente, superiore a quello che è stato chiesto all’ente previdenziale per l’erogazione del reddito di cittadinanza.

Bisogna però stare tranquilli, non c’è il rischio di rimanere senza bonus, nessun click day: le risorse sono sufficienti per tutti. A fine mese sarà aperta una procedura telematica che durerà alcuni giorni e che consentirà a tutti di inviare la domanda.

Sul sito dell’Inps è possibile infatti leggere che “non c’è nessun click day, inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni. Le domande saranno aperte a tutti e ci sarà un giorno di inizio, con un click. Su questa formula, che sarà spiegata meglio a tutti gli utenti, c’è stato purtroppo un grande fraintendimento”.

 
 

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